Il giorno dello Splendore

Un progetto di Elisa Mossa

a cura di: Alessandra Maccari

Il lockdown è stato un momento di pausa durante il quale abbiamo riscoperto il valore delle azioni quotidiane in cui i piccoli gesti e gli oggetti che ci circondano sono diventati protagonisti delle nostre giornate. In questo contesto Elisa Mossa si è chiesta quale potesse essere l’esperienza di chi ha deciso di vivere in isolamento per propria volontà e vocazione. 

L’artista ha quindi avviato un dialogo per immagini con le suore del convento di clausura di Santa Chiara nella cittadina marchigiana di Urbania. Fermatasi sulla soglia del luogo sacro, ha consegnato a ognuna delle sei religiose che abitano il monastero una macchina fotografica usa e getta, chiedendo loro di documentare le proprie giornate. 

Il risultato non è solamente lo spaccato su una realtà misteriosa, ma rappresenta anche un invito a entrare per scoprire la vita quotidiana delle religiose, che si sviluppa nell’arco di una giornata tra attività domestiche e spiritualità. Si tratta di uno sguardo ravvicinato, attento alle superfici, che indugia su visioni ordinarie – dalle pieghe del tessuto alle stoviglie, dalle lancette dell’orologio ai libri – e dove il corpo umano entra in scena solo come episodico frammento all’interno di composizioni dove ogni profondità di campo è negata in favore di una dimensione tattile e aggettante. 

Il Giorno dello Splendore è un progetto espositivo che alterna rimandi iconografici, intuizioni e interventi del caso, portando a interrogarsi sulla dialettica presenza e assenza, e sul rapporto delle immagini con lo sguardo e con l’oggetto rivelando quanto usualmente rimane celato. La scelta di uno strumento analogico che non consente facili manipolazioni, e con un numero limitato di scatti, ha portato le consorelle a creare delle composizioni rifacendosi alla tradizione pittorica della natura morta che riecheggia nella scelta dei soggetti, nelle atmosfere e nella tendenza a invadere lo spazio dell’osservatore.

Tuttavia l’alterazione della grammatica visiva e l’aspetto evanescente e decentrato delle immagini ne evidenziano la natura amatoriale creando un clima sospeso e atemporale, introducendo così in un luogo remoto e inaccessibile che ci parla dell’importanza delle cose che esistono, della rappresentazione come antitesi al nulla, della bellezza o, citando la definizione delle religiose, dello “splendore” di ciò che è presente. 

Con il patrocinio del Comune e Assessorato alla Cultura di Urbania (PU).

1_Interno con tavolo, sedie e fiori, Convento di Santa Chiara, Urbania (PU)_2020
Info
Venerdì, sabato e domenica
dalle 10.00 alle 19.00
Dove

Galleria Cavour
Piazza Cavour, 73b

Caricamento della mappa in corso, attendere...
it_ITItalian
en_GBEnglish it_ITItalian
Copy link
Powered by Social Snap