Il progetto ricostruisce la vita di Maria Bonitti, rimasta prematuramente vedova nel 1929. Il treno, che è causa della sua personale tragedia, è anche il mezzo che le consente di continuare a vivere. Ed è il filo conduttore del racconto fotografico che si snoda come un diario di viaggio attraverso paesaggi in movimento sovrapposti a foto e ricordi di famiglia – soprattutto stralci di lettere, anch’esse materiale viaggiante e veicolo del quotidiano. Una visione onirica dai toni seppiati, supporto di voci ed emozioni liberate dall’oblio.

fotografie di

Caterina Santinello

Caterina Santinello, padovana, danzatrice di formazione classica, laureata in linguistica, inizia il suo percorso fotografico nei primi anni ’90. La sua attenzione è rivolta al corpo, ai suoi aspetti plastici, di movimento, di trasformazione. Nel 1994 inizia lo studio del tango argentino che diventa un nuovo importante oggetto di indagine, come danzatrice-coreografa e come fotografa. La sua attività si identifica oggi con il marchio ‘Art pour la Danse’, contenitore di fotografia, arte ed eventi per chi ama la danza. Nel 2012 è co-fondatrice di ‘Utopya Fotografia’, un progetto tutt’oggi in corso, che comprende attività didattiche, espositive e di ricerca sulla fotografia, con sede a Padova. Realizza mostre in varie città italiane. Tra queste: nel 2015, ‘L’abbraccio che danza’ nell’ambito del festival di multivisione Fantadía di Asolo e nel 2018 ‘DD – Due volte Danza’ presso il Centro Culturale San Gaetano di Padova. La sua attività fotografica non si limita alla danza, ma comprende anche ricerche sul soggetto umano in generale, perciò su ritratto, ambiente ed evoluzione dei costumi sociali. Ha partecipato nel 2015 al progetto “Il pranzo della domenica” curato da Settima Onda Padova, dal quale è stato ricavato un libro fotografico.

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