Claudia Petraroli

Les bijoux indiscrets

Arrivò il giorno in cui Mangogul, annoiato sultano dell’impero del Congo, ottenne dal
saggio Cucufa un anello d’argento. L’oggetto aveva il potere di indurre alle confessioni
più sconvenienti qualunque donna del suo regno. Esse non ne parlavano però attraverso
la bocca, bensì con “la parte più sincera che si trovi in loro, e quella che ne sa di più
circa quanto tu desideri conoscere”: i genitali, o, per Diderot che ne scrisse la storia,
semplicemente i “gioielli”. Puntando l’anello verso una qualsiasi di loro,
una voce senza corde vocali svelava ogni incofessabile particolare.

Nell’era del biocapitalismo farmacopornografico non si producono più cose ma “idee
mobili, organi viventi, simboli, desideri, reazioni chimiche e condizioni dell’anima”,
liberate in una spirale emozionale di infinita eccitazione-frustrazione. In questo scenario,
la norma eterosessuale e la costruzione del maschile e del femminile risultano preservate
da “un’ontologia visiva” che ne garantisce la legittimità e ne ribadisce l’opposizione. La
produzione cosmetica del genere è ritualmente perseguita attraverso miracolosi accessori
di ortopedia estetica dalle facoltà leviganti, riempitive, opacizzanti, illuminanti, e
democraticamente in vendita su piattaforme e-commerce a prezzi risibili.
Quotidianamente, i gioielli indiscreti, emergendo da uno schermo retroilluminato,
rinnovano la propria inverosimile promessa di felicità. Ci parlano dei nostri desideri,
nell’esatto momento in cui li producono.

Info
Venerdì, sabato e domenica
dalle 10.00 alle 19.00
Dove
Scuderie di Palazzo Moroni
via VIII Febbraio, 8
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